Paradiso del surf, purgatorio per contadini e pescatori.

Chi avrebbe mai detto che lo Sri Lanka, quel paese a forma di lacrima nell’oceano indiano, fosse una manna per i surfisti? Tra le splendide location meta degli appassionati della tavola c’è anche Panama, una località sulla costa occidentale del paese. Nei siti dedicati ai surfisti non è segnalata tra le migliori zone per gli amanti delle onde, ma viene descritta come un luogo magico se si considerano gli uccelli e i paesaggi che la caratterizzano. In questo stesso luogo, nel 2010, 350 famiglie sono state allontanate con la forza dalle loro case e dai loro campi (in seguito dati alle fiamme). A cacciare pescatori e contadini sono stati i militari che hanno preso possesso della zona, ufficialmente per farne un campo delle forze armate. In poco tempo i militari hanno preso il controllo di 494 ettari di campi, spiagge e boschi. Continua a leggere

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La palma che divide

La palma che divide è quella da cui si estrae olio, quella che in molti Paesi chiamano “palma africana”. In queste settimane in Italia è nato un dibattito a distanza: da un lato la Coop e dall’altro Ferrero, da un lato la scelta dello 0% di olio di palma e dall’altro il marchio del’olio di palma di qualità. Qualche giorno fa la Coop ha annunciato di aver sostituito in 200 prodotti del suo marchio l’olio di palma con altri oli come quello d’oliva, ritenuto più sano. Biscotti, gelati e merendine che contenevano il derivato della palma sono stati sostituiti da altri prodotti che fanno a meno di questo ingrediente. La scelta, dice Coop, è stata dettata dal dossier dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) che lo scorso maggio ha pubblicato un rapporto sui potenziali rischi per la presenza di elementi cancerogeni nell’olio di palma e in altri oli vegetali.

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Le colpe di Monsanto

Un imputato eccellente che nessuno pensava potesse finire sui banchi di un tribunale. E’ quello che è avvenuto, almeno virtualmente all’Aja, in Olanda a metà ottobre. Il Tribunale Internazionale Monsanto nonostante non sia riconosciuto ufficialmente è composto da 5 giudici, da avvocati e da testimoni in carne ed ossa che si sono riuniti per giudicare le scelte della multinazionale in ambito ambientale, ecologico e sociale. I testimoni che si sono alternati in quei giorni hanno raccontato dell’impatto dei pesticidi sulle persone e sulle coltivazioni e l’effetto dell’introduzione di sementi ogm sulla biodiversità.  A dicembre arriverà la sentenza dei 5 giudici, provenienti da diversi continenti, ed esperti in materia giuridica. Dovranno pronunciarsi sulla violazione da parte della multinazionale di diritti codificati ben precisi e sulla definizione del reato di ecocidio, che calpesta i diritti dell’uomo e dell’ambiente. Gli organizzatori spingono perché la Corte Penale Internazionale riconosca questo tipo di reato a livello globale per portare in vere aulee di tribunale i colpevoli. Continua a leggere

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Food Assembly: appuntamento con il cibo

È mercoledì pomeriggio ed è il giorno dell’Assemblea del cibo, “Food Assembly”, nella cittadina inglese di Frome, nel Somerset. L’iniziativa, che ha origini francesi, è arrivata a Frome nel 2015, per volontà di due donne: Pia e Lindsay.

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La scuola Steineriana di Frome

L’obiettivo è quello di mettere in contatto i produttori della zona e i consumatori, per stimolare l’acquisto di prodotti locali. Sul sito internet Pia e Lindsay spiegano che tutti i produttori scelti per l’assemblea provengono da un raggio di 25 miglia (circa 40 km), l’unica eccezione è il pesce che può arrivare da più lontano. Non tutti i produttori garantiscono una presenza settimanale, alcuni arrivano una volta al mese, altri sono stagionali. Continua a leggere

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Al contadino non far sapere…

Essere contadino in Europa al giorno d’oggi non è uno scherzo, essere un piccolo agricoltore complica le cose, produrre con metodo biologico è ancora più difficile, eppure sono ancora in molti a scegliere questa strada in salita. Spesso non si tratta di scelte obbligate o di eredità familiari, ma piuttosto di decisioni consapevoli accompagnate da una profonda conoscenza del sistema del cibo e delle politiche agricole. Da profana, dopo una breve full immersion agricola, posso certamente dire alcune cose.

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Coltivazione agroecologica nel Somerset, Regno Unito

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Il frigorifero comunitario nella campagna inglese

Il problema dello spreco di cibo che caratterizza la vita delle nostre città è sentito anche in campagna, almeno in quella inglese. Nella cittadina di Frome nel Somerset (circa 20 mila abitanti) hanno trovato una semplice soluzione: il frigo comunitario. Si tratta di un semplice frigorifero, forse un po’ più grande della media (non se si considerano i frigoriferi che si vedono nelle case dei telefilm ambientati negli Stati Uniti) che si apre semplicemente schiacciando un bottone. Si trova nella piazza dove si tiene il mercato contadino, il secondo sabato del mese, vicino al fiume Frome, che dà il nome alla cittadina.

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Il frigorifero comunitario di Frome

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Rio 2016: la lotta dei Guaranì per sopravvivere

Cominciano oggi i Giochi Olimpici di Rio 2016 che attireranno per circa 20 giorni l’attenzione del mondo dello sport e non solo, sul Brasile. Questo grande evento sportivo (come i mondiali di due anni fa) è l’occasione per mostrare al mondo quello che avviene tutti i giorni in questo immenso Paese e di cui difficilmente arriva l’eco dalle nostre parti. Ieri, dal sito di Survival International, i capi indigeni Guaranì del Brasile hanno lanciato un messaggio diretto agli allevatori e agli agricoltori violenti che in questi anni hanno ucciso, picchiato e allontanato le comunità indigene dalla loro terra. “Noi non cederemo, lotteremo per le terre che ci sono state rubate” dicono i rappresentanti di Aty Guasu, l’organizzazione dei Guaranì del Brasile.

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Alcuni rappresentanti del popolo Guaranì. Fonte: Survival. Autore: Fiona Watson

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