Suoli e terre d’Europa in via di estinzione

Martedì scorso in un’aula del Politecnico di Milano sono stati presentati ben tre rapporti che fotografano il consumo di suolo: in Puglia, in Italia e in Europa. Il quadro che emerge è preoccupante: il consumo di suolo è rallentato ma non si è fermato, nonostante la crisi del settore immobiliare e la frenata alla realizzazione di grandi opere pubbliche. Il rapporto del Centro di Ricerca sui Consumi di Suolo (CRCS) si concentra sulla situazione europea. In 50 anni le aree urbanizzate sono raddoppiate e sono scomparsi sotto il cemento 19 milioni di ettari.

Secondo le stime del Centro di Ricerca dell’Unione Europea (JRC) riportante nel rapporto 2017 del CRCS con questi ritmi, nei prossimi anni, perderemo un’area agricola ampia quanto la pianura padana. Tra le minacce al suolo che vengono individuate nel rapporto CRCS 2017 ci sono anche: l’erosione, la perdita di sostanza organica, la desertificazione e l’inquinamento. Proprio in questi mesi una coalizione internazionale di associazioni e ong sta raccogliendo le firme dei cittadini europei per proporre una legge di iniziativa al Parlamento Europeo, a tutela dei suoli. Si tratta della campagna People4Soil, lanciata da Legambiente e poi diffusa in tutta Europa.

La maggior parte del suolo consumato, coperto da infrastrutture e abitazioni era terreno agricolo. Ci aiuta a completare il quadro sulle condizioni del suolo e delle terre agricole europee uno studio grafico pubblicato dall’associazione francese Terre de Liens che si propone di tutelare i suoli agricoli e garantire l’accesso alla terra ai giovani e ai neo contadini. Il consumo di suolo non è l’unico elemento che incide nella salute delle nostre terre agricole. Attraverso una serie di quadri grafici e dati Terres de Liens racconta la concentrazione della proprietà terriera, la perdita di biodiversità e le pratiche agricole che distruggono i suoli.

info6_fr_web1
Figura 1 Terre de Liens

La figura 1 mostra come dal 2003 al 2013 le aziende agricole siano diminuite di numero, diventando più grandi. Secondo i dati raccolti la maggior parte delle piccole fattorie scompare per lasciare spazio all’agroindustria. In 10 anni sono sparite più di 4 milioni di aziende agricole.  Il risultato è una concentrazione sempre maggiore della proprietà della terra (figura 2). L’80% delle fattorie è di piccole o piccolissime dimensioni (meno di 10 ettari) e rappresenta solo il 10% della superficie agricola dell’Unione.

info5_fr_web1
Figura 2 Terre de Liens

La direzione sembra essere quella di un aumento del peso dell’agroindustria. Le grandi imprese controllano il 26% delle terre agricole europee e spesso utilizzano tecniche industriali, intensive, bisognose di acqua e della chimica (figura 3).

info7_fr_web1
Figura 3 Terre de Liens

La competizione sul suolo ha molto a che fare con la sua destinazione. Un suolo agricolo ha un valore di mercato di molto inferiore rispetto ad un suolo edificabile. Le terre agricole, dunque, proprio per il loro valore potenziale sono diventate appetibili per i fondi di investimento (Figura 4).

info9_fr_web1
Figura 4 Terre de Liens

Le figure 5 e 6 mostrano come le tecniche agricole industriali e intensive abbiano prodotto effetti dannosi sulla salute dei suoli europei. Secondo i dati dell’Agenzia Europea per l’Ambiente il 16% dei suoli agricoli è in pericolo a causa dell’erosione delle acque e dei venti, il 18% è a rischio per l’uso di fosfati e concimi e il 19% è contaminato da pesticidi. L’effetto di queste pratiche agricole non sostenibili si ripercuote sulla biodiversità. L’inquinamento da pesticidi è stato rilevato in quasi la metà dei fiumi e dei laghi della Ue.

info2_fr_web1
Figura 5 Terre de Liens
info3_fr_web1
Figura 6 Terres des Liens

Lo studio di Terres des Liens descrive anche l’aumento del prezzo delle terre in diversi paesi della comunità europea, allontanandosi progressivamente dal loro valore reale e rendendo sempre più difficile ai nuovi contadini o ai giovani l’acquisto di un terreno. L’analisi tocca anche la questione dell’invecchiamento della popolazione europea e in particolare di quella rurale. Solo il 6% dei contadini europei ha meno di 35 anni. La sparizione della piccola agricoltura ha comportato anche la perdita di posti di lavoro nel settore: più di 300 mila all’anno.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...