Agricoltura di comunità. Appuntamento nel Somerset

Cordelia scherza spesso sul fatto che il suo viso sia sempre rosso, proprio come quello dei contadini del nostro immaginario. Taglio corto e nemmeno un capello bianco anche se manca poco ai cinquanta. Cordelia, londinese di origine è stata colei che ha spinto Chris nell’avventura agricola…

Ero interessata alla coltivazione e cercavo in ogni modo di piantare cose: nel nostro giardino o sui davanzali delle finestre. È a quel punto che ho scoperto la permacoltura. Parte di quello che mi interessava era semplicemente imparare a realizzare qualcosa autonomamente, l’idea di cercare la propria via e non dover vivere in un modo determinato da altri. Ho seguito un corso sulla permacoltura quando mio figlio Dan aveva un anno, poi Chris ne ha seguito uno. In seguito siamo andanti in Canada, poi siamo tornati e abbiamo comprato questo posto.

In Canada non ci hanno passato un mese ma ben 18, con tre bambini piccoli, facendo volontariato agricolo. Cordelia si sveglia alle 5 tutte le mattine, controlla le ordinazioni delle cassette di verdura su internet, aggiorna i social network e poi prepara il piano di lavoro nei campi per la giornata: raccogliere, preparare il compost, seminare le insalate invernali, estirpare le erbacce, distribuire le cassette e innaffiare. Tutto questo lo fa con il sorriso sulle labbra. È orgogliosa dei suoi fiori, si illumina guardando come sono cresciute bene le carote e cura nel dettaglio la selezione delle foglie di bietola da distribuire ai clienti…

All’inizio di quest’anno ero un po’ negativa, vedevo gli aspetti più duri, ma credo sia così bello passare gran parte del tempo all’aria aperta e soprattutto vedere i risultati del proprio lavoro, creare qualcosa, farla funzionare. È davvero molto bello! Da molte soddisfazioni! Prima lavoravo per opere di beneficenza, facevo diverse cose. Il lavoro che facevo è stato il motivo per cui mi sono avvicinata alla food policy e ho deciso di studiarla. Pensavo sarebbe stata utile. Alla fine ho scoperto quello che sto facendo ora, che è molto più divertente! Di quando lavoravo in un ufficio mi manca il fatto di poter distribuire le responsabilità, ma questo aspetto, al tempo stesso, rendeva il lavoro meno interessante perché altre persone prendevano le decisioni. Quello che davvero mi piacerebbe avere di più qui da noi è il clima che si crea quando di va in ufficio e si vedono sempre le stesse persone e si comincia a conoscerle. Credo si possa avere anche in un’azienda agricola ma è più difficile da realizzare. Credo che questo aspetto mi manchi.

Cordelia non è sola, il venerdì arrivano due volontarie a dare una mano per la preparazione delle cassette di verdura, perché il lavoro è molto. Sono giovani e meno giovani e a Vallis Veg si sentono a casa. Cordelia ha uno spirito imprenditoriale invidiabile. Tra le carte pronte a finire nella stufa in vista dell’autunno ci sono ritagli di giornale di tutte le iniziative che ha organizzato per far incontrare le persone, per diffondere le conoscenze agricole…

Ogni anno la gente di qui andava alla “Giornata delle patate” in un paesino qui vicino e io ho pensato: potremmo realizzare un’iniziativa anche qui. In quel periodo ero coordinatrice del gruppo di Frome Sostenibile che si occupava di cibo e terra e ho proposto l’iniziativa anche come modalità per tirare su un po’ di soldi. Una delle cose che realmente volevo realizzare era quella di creare un momento di incontro per persone molto diverse. Ci sono background molto variegati tra coloro che si occupano di orti: ci sono quelli che provengono dalla middle class londinese e che si occupano di orticoltura ma ci sono anche gli abitanti di Frome che si dedicano da sempre all’agricoltura, magari attraverso metodi tradizionali. La mia idea è stata quella di far incontrare questi due mondi. Erano tutti molto contenti di essere stati coinvolti. Abbiamo realizzato anche incontri per lo scambio delle sementi, quelle selezionate dai contadini stessi l’anno precedente. L’idea era che ci fosse uno scambio di consigli, in modo da creare un momento dedicato alle persone interessate all’agricoltura. L’esperimento ha funzionato perché anche dopo diversi anni capita di incontrarsi: Ciao! Come stai? Tutto ciò è molto bello!

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