L’agricoltura che verrà. Appuntamento nel Dorset

Prima di terminare questo breve viaggio alla scoperta della piccola agricoltura britannica ci spostiamo dal Somerset al Dorset dove si è sistemata una piccola comunità di agricoltori. A differenza di Chris e Cordelia la loro produzione ha ottenuto la certificazione biologica, che, come mi spiegava Chris, è molto difficile trovare tra i piccoli produttori. Il paesaggio del Dorset è lo stesso del Somerset, un’alternanza di pascoli e campi di grano, ma ci troviamo in una zona più collinare. La fattoria è tradizionale, la casa patronale è in pietra con il tipico tetto di paglia. Si tratta della Lower Hewood Farm, 18 ettari di pascoli, terreni coltivati e boschi. La comunità è composta da persone con storie diverse accomunate dalla stessa passione per la terra: Alexa è un’artista londinese che ha vissuto la sua infanzia in Giappone e ha trovato un senso nel mestiere di contadina, Giorgia è la più giovane, viene dalla campagna veneta e dopo essere stata volontaria nei campi di Cordelia e Chris, ha deciso di mettersi in proprio. Si allevano pecore e maiali, oltre a coltivare verdure da vendere al mercato. Nella fattoria stanno sperimentando un metodo di rotazione dei terreni che alterna la presenza dei maiali alla semina delle piante. Adam è uno dei contadini che fa parte di questa piccola comunità.

E’ una sperimentazione per noi, quindi c’è ancora molto da imparare, ma i maiali normalmente amano scavare. Ricevono molti dei nutrienti di cui hanno bisogno dalla terra. Questa caratteristica è potenzialmente utile anche per la produzione di verdure perché il terreno viene reso più fertile. Dobbiamo però risolvere alcune problematiche. Se i maiali vengono lasciati troppo a lungo su un terreno possono causare il compattamento del suolo, il che vorrà dire che prima di piantare dovremo usare un trattore per scavare più in profondità. L’altra sfida sono gli infestanti che si insediano quando la terra nuda viene lasciata esposta. Stiamo lavorando per ridefinire il sistema ma si possono trarre molti benefici nella rotazione dei maiali e delle coltivazioni.

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Nella sala da pranzo della fattoria sopra il caminetto è appesa una bandiera del movimento “La via Campesina”. Adam, infatti è membro del coordinamento europeo dell’organizzazione che riunisce contadini da tutto il mondo. Le sfide della piccola agricoltura europea sono molte, una di quelle cruciali, secondo Adam è quella dell’accesso alla terra

La difficoltà di accesso alla terra in Europa è un tema centrale, uno dei problemi più significativi dal punto di vista agricolo e sociale. Si manifesta in vari modi. Il primo è l’aumento massiccio del costo dei terreni, che rende praticamente impossibile per i giovani contadini poter accedere alla terra. In particolare per chi non proviene da una famiglia di contadini. È veramente importante che si faciliti l’accesso perché la popolazione agricola europea sta invecchiando e diminuiscono i contadini. Bisogna comprendere come mai stiamo assistendo all’aumento di valore delle terre. In primis la responsabilità è della Politica Agricola Comunitaria che spinge per il consolidamento della proprietà terriera, dando incentivi ai contadini proprietari al di là della loro capacità produttiva. In secondo luogo bisogna considerare la pressione dei prezzi, ovvero prezzi bassissimi che spingono i contadini a ampliare l’attività per poter guadagnare abbastanza. Altra questione è il consumo di suolo a causa dell’ampliamento delle città e lo sviluppo di infrastrutture. Dove mi trovo il problema è anche la crescita delle energie rinnovabili i cui incentivi hanno spinto ad affittare le terre o a darle in gestione a compagnie per installare pannelli fotovoltaici, spesso sulle terre migliori: quelle rivolte a sud e più piatte. La terra è un grosso tema e il movimento de “La via Campesina” sta cercando di ottenere risposte politiche dalla Commissione Europea. Vogliamo ottenere una governance basata sulle linee guida volontarie per la gestione responsabile delle terre, che è un documento dell’ONU che l’Unione Europea ha firmato ma non ancora realizzato. Un altro tema fondamentale quando si parla di accesso alla terra in Europa è il land grabbing, in particolare nell’Est, portato avanti da compagnie dell’Europa occidentale. Questo avviene perché la terra nell’Europa dell’Est è ancora fertile e il lavoro costa meno. Questo ha un impatto devastante sui piccoli agricoltori che fanno fatica a sopravvivere in quei Paesi.

Adam sembra essere l’incarnazione di quel contadino attivista di cui ho avuto modo di parlare con Chris. L’ho incontrato la prima volta sui campi, mentre ci spiegava come erano organizzati i terreni, la vendita, l’allevamento degli animali. Portava una camicia a quadri e gli stivali. La seconda volta l’ho incontrato a Torino, durante il salone di Terra Madre, mentre parlava di agroecologia davanti ad una platea di contadini. Portava sempre una camicia a quadri ma questa volta aveva legata intorno al collo come foulard la bandiera de La via Campesina. Adam, come Chris, considera la Brexit un’opportunità, ma anche lui non ha fiducia in questo governo…

La situazione dopo la Brexit è davvero interessante perché politicamente non esistono posizioni relative all’agricoltura infatti i ministri competenti non hanno alcun piano B. Per molti versi questa potrebbe essere un’opportunità per l’agricoltura se il governo volesse davvero proteggere i contadini e rendere prioritaria la sicurezza alimentare del Paese. Noi britannici importiamo il 40% del cibo che consumiamo, quindi se si puntasse a produrlo localmente sarebbe fantastico. Ma temo che il governo stia andando in un’altra direzione sostenendo l’agricoltura industriale e tenendo bassi i prezzo del cibo, mossa che distruggerà gran parte dei piccoli produttori. E’ una preoccupazione, assolutamente.

Questo viaggio dentro la piccola agricoltura agroecologica inglese termina qui. La generazione dei contadini tradizionali viene soffocata dai prezzi, quella dei nei neo-contadini non riesce ad ottenere i terreni. Di contadini come Chris, Cordelia e Adam ce ne sono in tutta Europa: le sfide sono simili e il coraggio di affrontarle lo stesso. Chissà se questa nuova generazione agricola si moltiplicherà, come negli auspici di Chris…

Un commento Aggiungi il tuo

  1. Manuela Ghedin ha detto:

    Grazie Marta, ho letto il bell’articolo.

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