carte geografiche

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Fonte: Grain

La mappa realizzata da Grain mostra molto bene la situazione dell’accaparramento delle terre. I cerchi pieni indicano le aree del mondo in cui le terre vengono sottratte ai contadini, mentre i cerchi vuoti indicano i paesi che sono diventati protagonisti del land grabbig. Tra questi vediamo in particolare: Cina, Corea del Sud e Arabia Saudita. Gli investimenti si concentrano nei paesi del Sud, in particolare in Africa. La Cina è poi a metà tra l’essere attore dell’accaparramento e meta di investimenti agricoli.

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Fonte Fao

La mappa è stata realizzata dalla Fao e indica la proporzione delle persone che soffrono la fame in vista del 2015 e quanto i paesi siano vicini o lontani dal raggiungimento degli Obiettivi del Millennio. La proporzione è data dal paragone tra il numero di persone che soffriva la fame tra il 1990 e il 1992 e il numero stimato nel periodo dal 2011 al 2013. In verde sono indicati i paesi che hanno raggiunto, o sono sulla strada per farlo, gli Obiettivi del Millennio sulla fame. Quelle in giallo sono le nazioni che, se il trend persiste, non raggiungeranno l’obiettivo. I paesi in rosso indicano realtà dove non ci sono stati progressi nel tempo. In azzurro chiaro sono stati indicati gli stati di cui non si conoscono i dati. Le nazioni in bianco sono quelle su cui non sono stati fatti accertamenti. Come si può vedere il bianco è prevalente nel nord del globo, con l’eccezione dell’Australia. Si tratta di paesi in cui il numero di coloro che soffre la fame è molto basso e in cui non esiste un problema strutturale di accesso al cibo. Più interessanti sono i paesi colorati di rosso, in maggioranza africani. Si tratta di stati come la Tanzania, il Madagascar, lo Zimbabwe e lo Zambia, realtà in cui il fenomeno dell’accaparramento delle terre ha avuto effetti immediati, sommati a difficili situazioni politiche ed economiche. Ancora più interessanti i paesi di cui non si hanno nemmeno i dati, come la Repubblica Democratica del Congo, il Sudan e la Somalia che vivono situazioni di conflitto, più o meno riconosciuto a livello internazionale. Realtà immense, nel caso dei primi due , con territori ricchi e una popolazione sotto attacco dei movimenti ribelli. 

Fonte FAO
Fonte FAO

La mappa della Fao si propone di evidenziare le differenze di genere nell’accesso ai diritti terrieri. Come si può vedere dalla cartina sono pochissimi i Paesi in cui le donne rappresentano più del 40% dei possessori di terra. Non si tratta per forza di proprietà terriera, perché in Africa, ad esempio, la proprietà della terra è in mano allo Stato. Per possessore si intende colui che prende la maggior parte delle decisioni in merito alla terra e si occupa di gestirla. Una donna sposata, ad esempio, difficilmente verrà considerata come colei che gestisce e possiede la terra. A ridurre ulteriormente il numero delle donne che hanno accesso alle decisioni sulla terra è la dimensione e la qualità degli appezzamenti che vengono affidati loro. Una donna difficilmente potrà possedere grandi appezzamenti di terra. La disuguaglianza di accesso alla terra è presente in Africa ma anche in Europa, dove la proprietà è sempre più concentrata nelle mani di pochi. Le donne che possiedono la terra si trovano in buona percentuale dove esiste una piccola imprenditorialità agricola, come in Italia, dove le donne, portano avanti una produzione costante durante tutto l’anno e non solo stagionale e dove la legislazione consente loro di ereditare le terre del marito defunto.

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